MOROR "Бездна" 2013
/Another Side Records/

Tracklist:
1. Я не Хочу!
2. Война
3. Бездна
4. Тишина
5. Не Смогли
6. Нам Ещё Рано Уходить
7. Отпусти
8. Дорога в Пустоту
9. Солнце Погаснет
10. Cross Of Time (feat. S. Terrible)
Total playing time: 41:07


moror - abuse

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Rlyeh zine 12No że musiałem spojrzeć na zdjęcie na inlayu! Pięciu chłopaczków ni to z boys bandu, ni z „ekipy” hip hopowej w krótkich porciętach, tak z nikąd w sumie. Coś czuję, że odsłuch będzie bolał. Pierwszy numer- no jakoś przeszedł, traumy pourazowej nie mam, chwytliwy, melodyjny refren, jakieś (zbyt modne) Thrashowe granie- ujdzie. Dalej jest już w miarę, wyłania się z tego coś a’la QUO VADIS w warstwie muzycznej (ten nowszy oczywiście). Trochę mieszania, zmian tempa no tragedii nie ma. Ryją trochę banię rosyjskie liryki- naprawdę nieliczne są kapele, którym ten język pasuje do muzyki- podobnie rzecz ma się zresztą z kapelami Polskimi i z polskimi tekstami, czy Czeskich z czeskimi… No, ale wróćmy do MOROR. Myślę, że tej muzyce zdecydowanie brakuje dzikości. Wszystko jest jakby sterylne, przemyślane do bólu bez miejsca na „niewkalkulowane” w całość emocje. I nawet skądinąd dobre czyste wokale jakoś nie wywołują większych emocji. Z kolei zgranie i umiejętności pierwsza klasa. Czy to wystarczy? Cóż policzmy punkty…

6/10
R'lyeh 'zine #12

 

soulgrinder zine 1Here’s a band from metal scrap records that I don’t enjoy listenting too much. Their riffs are undoubtedly crafted to incite vigorous male body movement, I would not want to be caught dead in a scrape pit, because you know all those hardcore guys drink plenty of milk and work out. I enjoy the chugging of the guitars in unison with the double bass, very distinct metal quality about all songs, but something very "new metal" rubs me the wrong way about the vocalist. Plus backed with such forceful groove, he mut have to make irritating hand gestures and dance around like that wigger from Korn. He presents a don’t-fuck-with-mei’m -crazy" vibe in his delivery, and I fear for the future if this band gets big. The fan bases of metalcore must not embrace underground extreme music. Perhaps in the future they could progress, but this band did nothing for me.

Paul Caravasi (Soulgrinder Zine)

This seems to be a CD for the Russian/Ukrainian market only, I doubt anyone else will understand something from what these guys are playing about. Anyway, a debut album made of 10 tracks into melodic and groovy Metal with Metalcore and Alternative influences all over the place. Not bad but not powerful enough to impress either, this album can only reach good sales in their homeland if the lyrics are interesting and catchy enough. The guitarists are working quite well together, but they don't bring enough new or original elements to keep your attention high throughout the whole album, there are some dull moments when you always feel like you've heard it all before in other bands' music. Don't get me wrong, this is not a weak band, they only need more originality in order to impress in an over populated scene like the one we have nowadays.

6.5/10
Adrian (Pest Webzine)

I have known for a long time that my very little knowledge of the Russian language would wring my neck. Ukrainian band Moror sings in Russian, the lyrics in the booklet are in Russian and the website that is referred to is also in Russian. So you won't read anything sensible about the lyrics. So next the music. Our comrades are operating in that area between metalcore and death metal and what immediately is clear is that the clean vocals are not that good. The grunt however sound nice and low and the musicianship is good, although there are a lot of familiar notes coming from the instruments. We have all heard the breaks before, the riffs are not very original and the songs a bit one dimensional. But what speaks for these guys is that the execution is very heavy and very very enthusiastic. The clean vocals might be one the negative side, among the grunts that does not always draws the attention. And the riffs are very nice to listen to even though they all sound familiar and they do get you going. Plus some extra points for the fact that they stick to their roots and just keep on doing their Ukrainian/Russian thing.

73/100
Berto (Lords Of Metal)

Eccoci qua alla prima fatica dei MOROR, band della quale so ancora meno del precedente gruppo proveniente dalla stessa area, a parte che sono Russi (o meglio Ucraini) e che fanno un metal core, groove oriented in linea con le mode del momento (la Russia mi ricorda l'Italia degli anni 90 dove tutto arrivava con un bel ritardo, comprese le mode...), ma qui c'è un gruppo tutto d'un pezzo, che senza infamia e né lode intesse le sue trame in ben 10 song con sconfinamenti anche nel death core più duro che non lasciano dubbio sul carattere dell’ensemble.
Per fan di Meshuggah, Fear Factory, ...etc, etc, etc...
Immergetevi nella musica dei MOROR per capire di che cosa sto parlando.Le liriche riguardano varie riflessioni poetiche e la continua lotta dell'individuo come tale rapportato alla struttura sociale malata e contaminata da valori spesso inumani, ma c'è anche dell'altro...
In definitiva immaginiamo un certo quantitativo  di backgrounds ed un buon mix di tutto quello che ha offerto la scena Groove Metal / Metalcore dell'ultimo decennio e aggiungiamo un ottimo guitar riffing, una batteria e ritmica ossessivamente groove e delle vocals varie e bene differenziate, avremo questo ‘medio’ ma non eccelso album Abyss, capace di sprigionare energia come un uragano ma di offrire momenti riflessivi combinato con una tecnica strumentale ed esecutiva senza sbavature; da ricordare che anche la melodia non manca, intervallata da varie intro ed un connubio 'luci ed ombre' che di certo piacerà anche ai fan dell'ultimo secondo.
Il brano migliore è "Road to the Abyss", che inizia con un giro di chitarra vincente e poi si dipana in un metal distorto molto ruvido e assassino, dove solo alla metà fa capolino la solita ritmica 'mosh oriented' che tuttavia non rovina il brano che si riprende con i soli di chitarra epici e altisonanti davvero belli, che ci danno una fotografia di quello che i Moror possono fare se si liberano dagli schemi del genere ‘core’ per defilarsi sul metal più lineare ed 'heaviness'.
Per fortuna con il successivo "It's Early To Go Away" si ritorna ai chitarroni distorti, a riff possenti e corde stoppate con un groove catchy e vocioni scream/gutturali di giusto apporto alla voce maschile dalle intonazioni pulite.
Riescono ad essere terribilmente aggressivi e melodici al contempo come la notte e il giorno, certo questo non è il mio genere preferito e track come "Have Not failed" non sono il massimo per le mie orecchie, per la cronaca si tratta di un brano sulla falsa riga di Evanescence e compagnia bella, molto morbido con voce maschile pulita ed evocativa in pieno stile emozionale e romantico-decadente che a me personalmente non è mai andato a genio.

60/100
HektoplasmaToxin (Artists And Bands)

Se dall'Ucraina siamo abituati a suoni classicheggianti, i Moror dimostrano che può anche presentare delle novità. Con il suo primo full-length Abyss, la band ucraina tenta di uscire dai cliché, presentando un suono groove metal decisamente non proprio dell'Est. In ogni caso, sempre aggiungendovi quel tanto di "core" che basta per un mix violento decisamente autoctono e degno dell'etichetta di cui portano il nome (Metal Scrap Records).
Ma di fianco al voto c'è scritto 58, per cui vi chiederete "perchè tanto negativo se finora quadra tutto?". In realtà perchè, malgrado l'idea di uscire dall'ordinario sia di tutto rispetto, l'album esce come un lavoro piuttosto deludente; della serie "già visto, già sentito": il suono groove non è poi cosi marcato, lasciando fin troppo spazio alle caratteristiche metalcore, che uniscono senza troppa difficoltà il sound del gruppo alle masse. Noioso e monotono, cerca di distinguersi ma alla fine di distinto non ha assolutamente nulla: continui breakdown; mielosi quanto inadatti ritornelli stile canzonette, peraltro attaccati in maniera non proprio innovativa (ne, peraltro, adeguata) a riff invece del tutto opposti, violenti e cattivi, cosi come ci dovremmo aspettare da un prodotto ucraino (e dunque per nulla innovativi). Vi sono, comunque, tratti significativi: la band dimostra comunque un certo savoir faire nel metalcore, specie il cantante (Artur Sharko), che rende perfetta  l'associazione scream e growl + lingua ucraina. Il muro sonoro è notevole, limitandosi però ai soli tratti death: quando intervengono pezzi più "pensati" escono le lacune del complesso. Ottimo il lavoro solista delle chitarre (Eugeniy Ovsyannikov e Artem Hardin) che alza il livello qualitativo generale dell'opera
Non c'è molto altro da dire, un album che può piacere come no, molto piatto, che non offre nulla di nuovo, ma che a tratti può divertire. Personalmente non lo consiglierei a chi è in cerca di un possibile "gruppo preferito".

58/100
Jacopo Ruggero (Rock Metal Essence)

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